LA PROCESSIONARIA DEL PINO

on Venerdì, 21 Aprile 2017. Posted in news giardinaggio e disinfestazioni

COMBATTIAMO LA PERICOLOSA PROCESSIONARIA!

LA PROCESSIONARIA DEL PINO

La processionaria del pino (scientificamente chiamata Thaumetopoea pityocampa) è un insetto dell'ordine dei lepidotteri appartenente alla famiglia Notodontidae che deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di "processione". Esso è uno degli insetti più distruttivi e la pianta più colpita è il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre).


Il ciclo biologico del parassita
La processionaria è attiva solo durante i periodi freddi dell'anno poiché i caldi mesi estivi li trascorre come bozzolo seppellito sotto terra. Le falene iniziano a emergere dal suolo in agosto e trascorso qualche giorno iniziano a deporre un "ammasso" di uova (può contenerne fino a 300) che viene fissato ad un ago dell'albero ospitante e dalle quali dopo almeno 4 settimane nascono le larve.
Quest'ultime sono dotate di forti mandibole in grado di divorare i duri aghi fin dalla nascita e in poco tempo, spogliato completamente un ramo, si muovono in fila alla ricerca di nuovo nutrimento.
I bruchi vivono in gruppo e inizialmente sono nomadi poiché si spostano di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, ma verso ottobre formano un nido setoso dove trascorreranno l'inverno. L'attività riprende in primavera e le processionarie, verso la fine di maggio, si dirigono in un luogo adatto per tessere il bozzolo; una volta trovato, lì si interrano ad una profondità variabile di circa 15 cm. Lo stato di crisalide dura circa un mese e l'insetto, raggiunta la maturità e avvenuta la metamorfosi, nel mese di luglio esce dal bozzolo. Le prime a recarsi sugli alberi ad alto fusto sono le femmine, dove vengono in seguito fecondate dal maschio; il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova e il ciclo ricomincia.


Effetti sull'uomo
La processionaria, oltre a desfogliare piante intere, può costituire un grave pericolo per l'uomo e per gli animali.
I peli urticanti della processionaria, data la particolare struttura che termina con minuscoli ganci, si attaccano facilmente a tessuti, pelle e mucose, provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza). Per quanto riguarda il mondo degli animali, la processionaria risulta molto pericolosa in particolare nei confronti di cavalli e cani, i quali, brucando l'erba o annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell'insetto. In particolar modo per i cani non tutti sanno che si tratta di un pericolo potenzialmente mortale poiché basta un semplice contatto per far insorgere problemi e sintomi di varia natura che, in mancanza di un intervento immediato, possono aggravarsi fino a minare seriamente la salute dell'animale.


Come combatterla
In Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria (Decreto Ministeriale 17.04.1998). La lotta meccanica è una delle principali tecniche utilizzate per combattere la processionaria e consiste nel togliere manualmente dalla pianta infestata i nidi. Tale operazione, molto complessa e delicata, viene svolta solitamente in inverno, prima che le larve siano uscite dal nido, con l'ausilio di scale e tronca rami; per il prelevamento dei nidi è necessario vestirsi in modo adeguato per evitare il contatto con i peli urticanti e le gravi conseguenze che questo può comportare, come descritto in precedenza.

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